L’albo Polline, di Davide Calì e Monica Barengo, è una storia d’amore di una ragazza per un fiore bianco sbocciato per caso nel suo giardino.

Dal giorno in cui scoprì il fiore, la ragazza lo curò ogni giorno, dando acqua e smuovendo la terra, e col tempo ne sbocciarono altri. “Per le piccole attenzioni che destinava ai fiori, ogni mattina ne riceveva in cambio uno nuovo”.

Un giorno, però, nonostante le cure, cominciò a non trovare più i suoi fiori preferiti in giardino. Qui sorge la delusione, ma nascono anche tante domande: “si può amare senza essere ricambiati? Si può amare l’assenza?”
“Dovresti amare solo per amore, né per dare qualcosa, né per esserne ricambiata. Dovresti godere di ciò che hai, non di ciò che ottieni”, le dice una cornacchia, vedendola triste.

L’amore può fiorire e scomparire. Il fiore va coltivato, ma non possiamo controllare tutto, nonostante le nostre cure; e le nostre aspettative vacillano. Possiamo amare solo per amore. Un amore incondizionato per il fiore, anche se non è più vicino.
L’albo mi è piaciuto per la delicatezza dei disegni e per la storia, che pur parlando di polline e di fiori evoca l’amore fra gli esseri umani e pone tanti interrogativi importanti, cui è difficile dare una risposta.
Penso comunque di leggerlo in terza, con i ragazzi, dopo aver letto la poesia “Al cor gentil rempaira sempre amore”, di Guido Guinizelli. L’amore si rifugia sempre nel cuore gentile. Ma com’è fatto un cuore gentile?
Inoltre, tutti possono riuscire ad amare incondizionatamente?
Questo albo mi lascia con più domande che risposte e forse è un azzardo proporlo ai ragazzi. Ma va bene spargere domande come si spargono i pollini. Nasceranno nuovi pensieri.
Buona lettura e buone riflessioni sull’amore e sui fiori.