Scrittura a ruoli capovolti

Ruoli capovolti nella scrittura: l’insegnante scrive e gli studenti collaborano, ragionando e suggerendo correzioni. Di seguito racconterò un’ attività svolta di recente e proponibile in tutte le scuole, anche se con diverse modalità.

Uno dei principali obiettivi degli insegnanti di scrittura è promuovere negli studenti la consapevolezza del processo di scrittura e potenziare le loro capacità di autoregolazione.

Una delle attività utili allo scopo è quella di “scrittura a ruoli capovolti”, in cui è l’insegnante che scrive davanti agli studenti, ragionando ad alta voce nelle varie fasi: pianificazione, stesura e continua revisione dei paragrafi, coinvolgendo gli studenti con domande specifiche sui dubbi che gli vengono durante il processo.

Ho colto l’occasione per sperimentare questa attività quando la mia 2A doveva scrivere un articolo su un incontro con la sindaca, a scuola, organizzato dalla collega di diritto.

Di seguito i passaggi dell’attività, che può essere proposta per il racconto di qualsiasi esperienza che riguardi una classe: una gita, uno spettacolo teatrale, una festa scolastica, in tutti gli ordini di scuola.

  1. Raccolta delle informazioni con testi condivisi con documenti google. Ho chiesto a tutti gli studenti di condividere con me alcune impressioni, ponendo specifiche domande, in un documento google condiviso: com’è nato l’incontro? Quali erano le tue principali curiosità? Com’era l’atmosfera? Quali sono le domande più importanti che le avete posto, secondo te? Che cosa ti ha maggiormente colpito, nell’incontro e nelle risposte della sindaca? Ringrazieresti la sindaca per…

Raccolte le informazioni dai ragazzi e individuati i punti comuni più sentiti, ho potuto immaginare il testo che avremmo scritto.

Ho scritto al PC con un documento google condiviso con lo schermo – eravamo in dad, ma si può realizzare anche con un proiettore o sulla lavagna di ardesia, se si tratta di un testo breve, magari per la scuola primaria.

2. istruzioni: ora scriverò davanti a voi, ragazzi. Vi prego di seguirmi in tutte le fasi e di darmi consigli.

3. Svolgimento dell’attività. parto dalla pianificazione con una scaletta dei punti da affrontare, e chiedo loro conferma. Poi comincio la stesura e mostro i miei ragionamenti: leggo più volte il testo ad alta voce, dico ciò che per me non fila, chiedo esplicitamente agli studenti la loro opinione su alcune frasi o parole da scegliere. Infine chiedo che cosa posso modificare nel paragrafo completato.

4. Revisione del testo. Finita la lezione, chiedo agli studenti di commentare il testo che ho condiviso con documenti google osservando i seguenti elementi: contenuti, parole scelte, frasi e ortografia, perché tutti possiamo sbagliare, anche per distrazione. Saranno quindi gli studenti a valutare il testo.

Il ragionamento continuo e condiviso dell’insegnante, dalla pianificazione alla revisione, aiuta gli studenti a introiettare le modalità di un lavoro complesso di scrittura.

Inoltre fa avere loro un ruolo più maturo durante il processo: ora sono soprattutto controllori e hanno la responsabilità della revisione del testo.

Dare loro un ruolo maturo significa spingerli in una zona di sviluppo prossimale più elevata.

Ho attinto l’idea da un libro di Lerida Cisotto: “Scrittura e metacognizione”, in cui dedica un paragrafo alle ricerche degli studiosi Scardamalia e Bereiter, degli anni 80.

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Sperando che l’articolo ti sia stato utile come spunto per nuove attività didattiche, ti auguro buon lavoro.