Questione di sguardi

Questione di sguardi è un saggio sull’importanza dei punti di vista nella produzione e nella fruizione di immagini, esaminate in particolare nei dipinti della pittura a olio a partire dal la fine del Cinquecento e nelle foto delle pubblicità degli anni ’70. Sono rilevanti i punti di vista del committente – in particolare nei dipinti a olio di molti pittori della tradizione – quello del destinatario e quello dell’artista.

La pittura a olio della tradizione rappresentava immagini cariche di materialità, volte a far esperire allo spettatore il paesaggio o gli ambienti frequentati e posseduti dal committente – proprietario, che spesso ha uno sguardo distaccato e superiore rispetto a chi è fuori dal quadro e guarda.

Le immagini della pubblicità rappresentano anch’esse ambienti carichi di particolari oculatamente scelti, ma essi sono volti essenzialmente a suscitare il desiderio degli spettatori: desiderio dell’oggetto collegato al desiderio di diventare una persona più invidiabile e magari dotata di glamour. La pubblicità porta in sé la nostalgia del passato e il sogno di un futuro che stimola altri sogni, personali, a occhi aperti, aprendo vortici senza fine. Potremmo uscire da questo circolo vizioso solo con la consapevolezza del capitalismo che ne è all’origine.

Ho trovato particolarmente interessante anche il capitolo sull’immagine della donna nell’arte. Donna che nel corso della storia, posta sotto la tutela dell’uomo, a partire dall’antica Grecia, nella nostra società occidentale, è sorvegliante e sorvegliata di sé stessa, guardandosi come dall’esterno, talvolta assumendo il punto di vista dell’uomo e del suo desiderio.

Un desiderio in base al quale anche la Maddalena, che aveva compreso il valore della vita spirituale, viene rappresentata sempre come discinta e disponibile.

Maria Maddalena
Olio su tela, epoca ‘600
scuola nopoletana

Partendo da questo testo, si potrebbe avviare una riflessione anche su come usiamo oggi le immagini nei social network.

Come selezioniamo ciò che mostriamo? Come possiamo interpretare il messaggio “mi piace” o altre reazioni sulla nostra immagine? Sostegno alle nostre idee? Desiderio di vicinanza amicale? Ammirazione? Apprezzamento dell’immagine in sé, come specchio anche dell’altro, di un comune ideale di vita o ideali politici condivisi?

Ho trovato questo saggio piacevole e interessante, ricco di spunti di riflessione: ve ne consiglio la lettura.