
I libri che vedete nella foto in alto sono diversi dai tanti manuali di scrittura, perché con modalità e fini diversi, si soffermano su come fare emergere la parte creativa e quindi il piacere di scrivere. Se non c’è piacere, non è possibile chiedere la fatica di scrivere.
Per trovare e suscitare ispirazione nella scrittura, dobbiamo tornare al bambino che è in noi – Pascoli docet- ai suoi blocchi e alle censure interiori. È un aspetto molto delicato cui occorre dedicare tempo e attenzioni, prima di dedicarsi alla scrittura di testi in tutto il loro processo, fino alla pubblicazione.
In uno dei primi articoli di questo blog avevo già scritto dell’energia dei primi pensieri di cui parla la Goldberg in Scrivere zen L’energia dei primi pensieri. Questo principio e alcune “tecniche” per fermare il primo pensiero o stimolarlo, li ritroviamo nel meraviglioso libro appena uscito di Antonella Cilento, La caffettiera di carta, che nei suoi primi capitoli cita proprio la Goldberg. Principi e tecniche vicini, peraltro, anche al metodo Bing, su cui ho scritto un articolo di recente Ho nuotato fino alla riga, nella recensione del suo libro Ho nuotato fino alla riga.
Molto interessanti e ricchi di spunti anche gli altri libri della foto: Il senso della scrittura e Scrivere per crescere, che però diventano utili quando riusciamo a inserirli in una cornice più ampia delle nostre conoscenze e dei nostri intenti didattici.
Presto vi scriverò di più sul libro della Cilento. Fra l’altro sto per cominciare un corso annuale di scrittura con lei, quindi potrò raccontare anche la mia esperienza.
A presto.
Margherita