Scrittura di una fiaba – percorso

Quest’anno ho cominciato il laboratorio di lettura con le fiabe dei fratelli Grimm, nelle mie classi del biennio. Ne abbiamo esaminato la struttura, i personaggi, i possibili significati simbolici e le connessioni con altri testi, spesso versioni diverse della fiaba letta.

Abbiamo sperimentato spesso la scrittura semiautomatica, ossia di getto, cui ci siamo abbandonati a partire da un momento della fiaba letta che ci aveva colpiti e che abbiamo abitato con la nostra personalità, ampliandolo con il nostro speciale punto di vista e la nostra fantasia.

Abbiamo anche scritto testi descrittivi e poi d’immaginazione, sempre con la scrittura semiautomatica, ispirandoci alle carte dell’ “Inventafavole” ideate da Claudio Pallottini e illustrate da Mauro De Luca, ed.Il Barbagianni.

Dopo aver letto diverse fiabe e aver fatto anche connessioni con noi stessi, abbiamo scritto di getto uno schema della possibile fiaba che ci riguarda:

IMMAGINA LA TUA FIABA PERSONALE – PER ORA VOLA SOLO CON LA FANTASIA, NON TI PREOCCUPARE DELLA FORMA.

PENSA A UN TUO PROFONDO DESIDERIO – CHE Può RIGUARDARE ANCHE IL TUO FUTURO;

PENSA A ELEMENTI – PERSONE O EVENTI – CHE POSSANO IMPEDIRTI DI REALIZZARLO;

PENSA ORA A QUALI ELEMENTI REALI E MAGICI POSSANO AIUTARTI A REALIZZARLO;

DESCRIVI L’ELEMENTO MAGICO CUI HAI PENSATO.

DOVE SI AMBIENTA LA TUA STORIA? DESCRIVI IL TUO LUOGO.

QUAL è IL TUO LIETO FINE?

Abbiamo anche capovolto la situazione, scrivendo in modo non automatico, ma ragionato, in base a una trama che ci è stata data dall’esterno, dando parola alle pagine dell’albo “La foresta”, di Thomas Ott.

Come potete notare, in tutte le attività finora descritte abbiamo affrontato solo una parte delle consuete attività di scrittura che portano a un testo finito.

Prima la scrittura come espressione di sé, partendo da uno spunto visivo o fornito da una fiaba; poi la scrittura strutturata di una trama che abbiamo dedotto da una lettura approfondita dell’albo La foresta; infine la scrittura di frasi in grammatica, quando ci esercitiamo sul punto fermo e sulla scrittura di frasi che non contengano più di un’informazione importante per volta, più alcuni dettagli.

Tutto questo aiuta a padroneggiare le varie fasi e parti della scrittura di un testo finito, soprattutto se accompagnate a dialoghi di metacognizione in classe, dopo ciascun lavoro.

La prossima settimana, proseguiremo con il lavoro che segue, in cui indico anche le minilezioni che farò, riprendendo aspetti già trattati nelle attività di cui ho parlato e anche in grammatica.

La fiaba: guida alla composizione

Abbiamo letto le fiabe e abbiamo scoperto che cominciano tutte riferendosi a un tempo indefinito del passato:

  • C’era una volta…
  • Si svolgono spesso in luoghi suggestivi e indefiniti: boschi, montagne, casette, un villaggio, un lago, un palazzo.

Se vuoi, per ispirarti, scegli una carta da “L’inventafavole” (sarebbe più corretto si chiamasse “inventa fiabe”, ma vabbè).

  • C’è un personaggio protagonista – ossia il personaggio principale – che vive una storia in cui qualcuno ( il personaggio antagonista) lo ostacola  nella sua realizzazione personale e nei suoi desideri.

Puoi scegliere il personaggio ispirandoti alle carte de “L’inventafavole”.

Per il suo desiderio ostacolato, puoi ispirarti alla tua fiaba personale, che abbiamo scritto insieme, in modo non strutturato, pochi giorni fa.

  • Presenta la situazione iniziale del personaggio: C’era una volta…chi? con chi viveva? Com’era la sua vita quotidiana?
  • Un altro personaggio voleva ostacolarlo: chi era? Perché voleva ostacolarlo? Come lo faceva? Usava un oggetto magico?Un essere speciale lo aiutava nel compiere le sue azioni malvagie contro il protagonista?

Per scegliere un oggetto particolare, un animale o altro,  per avere altre idee sulla trama, puoi ispirarti alle carte degli oggetti e degli animali dell’inventafavole.

  • Il protagonista ha degli aiutanti per difendersi: chi può aiutarlo? Una persona? Un oggetto magico? Un animale con poteri speciali?
  • Come finisce la storia?

Prima fase del lavoro:

Scrivi prima di getto, seguendo la tua fantasia. Poi aiutati con la scaletta proposta per arricchire la trama.

Seconda fase del lavoro: minilezione sull’uso del punto fermo, riprendendo quanto già affrontato in grammatica. Prova a rivedere le frasi: se sono troppo lunghe, cerca di abbreviarle un po’.  Fra una sequenza (una scena) e l’altra segna il punto e a capo. Cerca anche di collegare le sequenze con dei connettivi, come abbiamo già fatto con la scrittura dell’albo “La foresta”, utilizzando anche le card dei connettivi nella narrazione.

Terza fase del lavoro: una lezione sulle parole da scegliere e su come potremmo evitare le ripetizioni.

Quarta fase del lavoro: editing.

Controlla l’ortografia.

Spero che la descrizione di questo lavoro sia stata utile. Sono gradite le osservazioni e le domande. Grazie per la lettura.

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