L’albero di Anne – attività per il giorno della memoria

Per il giorno della memoria leggiamo l’albo “L’albero di Anne”, di Irène Cohen – Janca e Maurizio Quarello.

Dopo aver letto l’albo, scannerizzato e proiettato in questi giorni di didattica mista, ci soffermiamo su alcuni punti.

Chi narra la storia? Scopriamo un narratore un po’ speciale.

Gli autori della storia sono la Cohen – Janca e Quarello; il narratore (colui che narra all’interno della storia), invece,  è… (completa tu, dopo aver riletto il testo).

L’albero parla come se fosse una persona: incontriamo qui la figura retorica della personificazione.

Nell’albo ci sono spesso anche delle enumerazioni, figure retoriche dell’ordine, elenchi, come quello che segue:

Vietato…vietato…vietato…

Qui emerge anche il “potere del tre”.

Scegli dall’elenco sopra i divieti che ti colpiscono di più e scrivili di seguito, con la premessa “vietato”:

Vietato…

Vietato…

Vietato…

Dall’albo:

Cosa sognava quando, insieme al suo amico Peter,

mi guardava dal piccolo lucernario della soffitta?

Nel febbraio del 1944 lei scrive sul suo diario:

Quasi ogni mattina vado in soffitta per togliermi dai polmoni

l’aria viziata della stanza. Questa mattina, quando sono salita in soffitta, Peter stava mettendo in ordine. Ha smesso quasi subito, e quando mi sono andata a sedere nel mio posticino preferito sul pavimento, è venuto anche lui. Ci siamo messi a guardare insieme il cielo azzurro, l’ippocastano spoglio sui cui rami brillavano minuscole goccioline, i gabbiani e gli altri uccelli che, volando veloci, sembravano d’argento.

Tutto questo ci commuoveva talmente che non riuscivamo più a parlare. Lui aveva appoggiato la testa a una grossa trave, io stavo seduta. Respiravamo l’aria fresca, guardavamo fuori e sentivamo di non poter rompere quell’incantesimo con le parole.

Sognava il mare, si ricordava l’odore delle alghe

e il rumore in cui si fondono i gemiti del vento,

lo sciabordio delle onde e le stridule grida dei gabbiani?

A maggio di  quello stesso anno

la mia fioritura le parve più bella che mai.

Il nostro ippocastano è in piena fioritura dalla testa ai piedi,

pieno di foglie e molto più bello dell’anno scorso.

Come candelieri, i miei grandi fiori bianchi si ergevano verso il cielo.

Ora prova tu, a casa, ispirandoti alle parole di Anna.

Trovi mai un posticino tutto tuo per guardare fuori? Cosa vedi? Quando? Descrivi tutto nei dettagli, cominciando così:

Guardo…

(inserisci dettagli, colori, vegetazione, case, animali, odori, eventuali similitudini, tipo fiori come candelabri…)

Osserva ora la seguente immagine dell’albo:

Osserva attentamente questa immagine.

Poi scegli un personaggio e dagli parola, in un monologo su quello che potrebbe pensare, sentire, desiderare.

Puoi cominciare così:

Io sono… mi chiamo… e mi trovo…

Mi sento…

Condivisione in plenaria e discussione.