
Nell’incipit ci troviamo di fronte a una macchina del tempo potentissima, con il protagonista che sta per partire per un safari organizzato nel passato, in un ambiente di milioni di anni addietro, a caccia di disonausri. Eckell ascolta le regole ferree della società di safari nel passato e si appresta a uccidere un T- rex, che secondo i calcoli sarebbe comunque morto pochi minuti dopo il tempo in cui si sarebbero calati per la caccia, a causa della caduta di un enorme albero. Nonostante le raccomandazioni, non tutto procede per il verso giusto, ma Eckels se ne rende conto solo al ritorno, osservandosi le scarpe infangate.
Il racconto è avvincente per la storia e per lo stile della scrittura. L’avventura incredibile del protagonista fa riflettere sul tema dell’interdipendenza di tutte le componenti della natura.
“Dalle braci spente e dalle ceneri, dalla polvere e dai carboni, come salamandre auree, potevano balzare i vecchi anni, gli anni verdi, e le rose addolcire l’aria, i capelli bianchi diventare nerei, le rughe svanire; tutto e ogni cosa ritornare al seme, fuggire la morte, precipitarsi verso il proprio principio, i soli sorgere in cieli occidentali e tramontare il gloriosi orienti, le lune divorare sé stesse contrariamente all’usanza, tutto e ogni cosa chiusi uno nell’altro come scatole cinesi, coniglio nei cilindri, tutto e ogni cosa riotrnare alla fredda morte, alla morte in seme, alla morte verde, al tempo prima del principio, un tocco di mano poteva fare questo, il più semplice tocco di una mano.”