
Esistono importanti connessioni fra il metodo WRW, per esteso writing and reading workshop, e il metodo PAS, programma di arricchimento strumentale del professor Reueven Feurstein, noto in tutto il mondo per la sua efficacia in situazioni anche di grave compromissione cognitiva e comportamentale.
Gli ambiti di applicazione sono diversi: il WRW riguarda la didattica della lingua e della letteratura, mentre il PAS riguarda il potenziamento cognitivo nel suo complesso. Vale però la pena rilevare i punti in comune, anche per capire insieme come integrare, eventualmente, maggiori conoscenze cognitive che possano essere uno degli assi portanti della nostra didattica.
Il professor Feurstein cominciò la sua carriera dopo la seconda guerra mondiale, a Bucarest, come insegnante per i figli dei deportati di Auschwitz: giovani che avevano gravissimi problemi psicologici a causa dei traumi subìti. Eppure il professore non si scoraggiò, ebbe fiducia nella possibilità di modificare le abilità e lo stato d’animo di quei giovani. Egli ebbe l’intuizione della modificabilità strutturale dell’intelligenza tramite una speciale mediazione cognitiva e strumenti appositamente creati, di cui oggi si può fare esperienza nelle formazioni sul metodo. In seguito le neuroscienze, con le analisi del cervello effettuate con macchinari moderni, hanno confermato le intuizioni del professor Feurstein. L’intelligenza non è un’entità statica, ma un complesso dinamico di fattori che è modificabile, anche in età adulta e in seguito a traumi, tramite particolari interventi mediati.
I principali elementi del PAS sono l’intenzionalità della proposta, la figura del mediatore, gli stimoli (strumenti e attività) e la metacognizione a partire dai punti di forza.
I punti in comune con il WRW?
La fiducia, intanto. La fiducia nel miglioramento grazie alle attività mediate; la fiducia che la gli stimoli, la relazione, le strategie e le consulenze portino i ragazzi a leggere e comprendere meglio e poi a scrivere con scioltezza, anche per sé stessi.
L’intenzionalità: nel WRW si progettano percorsi ragionati per favorire l’acquisizione di abilità e competenze;
La mediazione: nel WRW c’è una forte mediazione dell’insegnante cge su manifesta nell’insegnamento delle strategie e nelle consulenze;
la metacognizione: la consapevolezza dei propri punti di forza e quelli di debolezza, su cui lavorare, è centrale anche nel WRW e ciò rende il soggetto attivo nel suo processo di apprendimento.
Penso in generale che tutti gli insegnanti debbano conooscere e fare esperienza del metodo Feurstein, anche per l’inclusione, ma fondamentalmente per avere una solida base di conoscenza teorica e pratica delle funzioni cognitive che si attivano a seconda delle attività che si svolgono. Questo rende più forti e autonomi nelle scelte didattiche e nell’adattamento di metodi anche diversi, con cognizione di causa, che può e deve essere attentamente argomentata con studenti e genitori, e spirito libero.