
Io sono Dot è un romanzo dal ritmo incalzante, dello scrittore statunitense Joe Lansdale.
Dot ha diciassette anni e vive in una roulotte con la mamma, il fratello e la nonna, dopo che il padre era uscito a comprare le sigarette e non aveva fatto più ritorno. La sorella maggiore ha una sua famiglia, ma poi si separa dal marito che la picchia, grazie a Dot, che le fa vedere con lucidità la situazione in cui vive e la sprona ad andare via.
La protagonista si mantiene agli studi facendo la cameriera sui pattini, insieme alla sorella e ad altre due giovani colleghe.
Ad un certo punto altri personaggi, figure maschili positive, finalmente, entrano nella vita di Dot: oltre a Bob, il gestore del ristorante, burbero ma buono, Dot conosce Erbert, un uomo che si presenta come fratello del padre, ma nonostante le bugie si rivela una persona positiva e ispirante, dalle buone intenzioni; e infine Herb, il ragazzo che si innamora di lei.
Ad un certo punto, nella storia, c’è anche una gara sui pattini, cui Dot e le amiche partecipano guidate da Erbert, e che rappresenta una sorta di riscatto, soprattutto per una maggiore consapevolezza di sé delle ragazze.
Dopo numerose avventure, narrate dalla protagonista con tono disincantato e ironico, si profilano per lei nuovi obiettivi e anche momenti di insperata tenerezza familiare.
Il romanzo è coinvolgente. La parte che mi è piaciuta meno è la cronaca dettagliata della gara sui pattini, che dura alcune pagine.
I temi generali sono gli affetti familiari, la rabbia e gli obiettivi da perseguire.
Consiglio il libro sia agli adulti che agli adolescenti, a partire dai quattordici anni, anche come lettura individuale, dato lo svolgimento comunque sereno della storia.