Mi riferisco ad un testo senza un punto, né una lettera maiuscola, con parole incomprensibili, articoli che mancano e persino lungo. L’autrice nel mio caso è una studentessa molto sensibile, con un disturbo che compromette la scrittura.
La studentessa ha seguito le attività e poi il laboratorio di scrittura che facciamo a scuola, partito da testi mentori e dall’insegnamento di strategie, ma lei ha bisogno di un intervento specifico.
Ha paura di scrivere e anche di andare fuori traccia; inoltre preferisce scrivere a mano, probabilmente perché la videoscrittura le era stata quasi imposta, visto che è fortemente disgrafica. La assecondo: “scrivi pure a mano nella prima stesura”.
La scrittura è anche energia che si esprime nel gesto grafico, e su essa preme il ricordo dei primi anni di scuola, che potrebbero essere stati dolorosi. Quindi accolgo il suo testo a mano, ma poi ci accordiamo per una copia in digitale e la consegna su classroom, come per il resto della classe.
In questo periodo tutti dobbiamo imparare a scrivere anche al pc, le dico, anche per un futuro lavoro: vedi, anche io scrivo sempre al pc quando comunico con altre persone. Si tranquillizza. In questo periodo può percepire il pc come uno strumento utile e non come uno stigma.
Ma poi arriva il testo su classroom. Quello senza capo né coda. Lo leggo attentamente e cerco di coglierne il cuore e i principali contenuti (vedi l’articolo “Trova il cuore della storia) https://wordpress.com/read/feeds/108822655/posts/306326244.
Le chiedo di riflettere attentamente sul cuore della sua storia e di soffermarsi soprattutto su questo.
Poi le suggerisco una scaletta, ricavata dal suo testo, con punti distanziati l’uno dall’altro. Le chiedo quindi di scrivere un paragrafo per ciascun punto. Le suggerisco anche di controllare le parole scelte, leggendo ad alta voce il testo.
Per ora non le dico altro per non confonderla con un sovraccarico di aspetti da gestire.
La scrittura comporta tante attività mentali e fisiche di cui chi procede in modo automatico non si rende conto.
Se questa ragazza, con il tempo, imparerà a pianificare e a scrivere all’interno di una scaletta, compirà già un importante passo avanti.